CONCLUSI
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È stato un anno particolare che ci ha ricordato, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che noi umani siamo una parte di un tutto che non rimane passivo alle nostre azioni.
Ricostruire il senso dell’azione pubblica è da sempre la nostra missione; l'aggettivo pubblico è inteso con un connotato più ampio riferendoci al soggetto (anche privato) che attua e implementa politiche, programmi, progetti, servizi che hanno una ricaduta per le comunità.

Nella ricerca continua di senso quest’anno abbiamo continuato, nonostante il COVID, a valutare e a sperimentare.

Stiamo lavorando sulla app del nostro sistema Tethys farming a supporto delle decisioni degli agricoltori. Ad Aprile/Maggio uscirà la nostra applicazione disponibile su android, IOS e via web. E’ frutto di cinque anni di sperimentazioni sui campi: verificando la bontà del nostro sistema, che si avvale della sensoristica satellitare, rispetto a quelli basati sui sensori a terra e ai droni. Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti, perché riusciamo ad avvicinarci con margini di errore statisticamente accettabili alle rilevazioni più costose. Abbiamo appena depositato la domanda per il riconoscimento del brevetto europeo. 

Sul versante della ricerca valutativa continua il nostro lavoro sulle politiche rurali, sulla povertà educativa, sullo sviluppo locale e sul welfare. Sempre attenti alla qualità del dato e consci che le tecniche arrivano sempre dopo il metodo e non il viceversa.

In un anno come questo si fa fatica ad essere positivi ed ottimisti, assistiamo sempre di più ad una voglia di protagonismo, ai famosi 15 minuti di celebrità di Warhol.

Nel fare impresa così come nella vita quotidiana diventa sempre più arduo dipendere da decisioni di breve respiro, prese per avere qualche voto in più e per essere eletti, piuttosto che fondate sull’osservazione e sulla comprensione di fenomeni sociali complessi. Preferiamo dedicare i nostri migliori auguri a chi ogni giorno dedica 15 minuti al prossimo.

Ricordiamo come ogni anno gli amici che ci hanno lasciato, Gian Paolo Soria e Antonio Marrocu e ci stringiamo a tutti quelli che hanno perso i loro cari a causa della pandemia.
A loro dedichiamo una delle più belle composizioni di Keith Jarrett. (il video lo trovate scorrendo la pagina verso il basso)