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Centrale Valutativa è fra le 20 start-up ammesse a livello europeo al programma d'incubazione Copernicus 2019.

Il programma d'incubazione, di durata annuale, è promosso dall'Agenzia Spaziale Europea ESA e prevede un sostegno finanziario di 50.000 euro per la realizzazione e lo sviluppo di servizi che valorizzano i dati resi disponibili nell'ambito del programma Copernicus, ed in particolare dai satelliti della costellazione Sentinel.

Centrale Valutativa utilizzerà il sostegno finanziario dell'ESA per mettere a punto e validare un sistema di stima delle rese agricole da immagini satellitari, TETHYS Yield Estimator, che andrà ad integrare i servizi di precision farming già offerti da Centrale. Oltre al sostegno offerto dall'ESA, il progetto può vantare il cofinanziamento da parte di Cattolica Assicurazioni, nell'ottica dello sviluppo di un servizio di stima delle rese dedicato al mondo delle assicurazioni agricole.

Yield Estimator

Centrale Valutativa sta lavorando alla valutazione del PSR della Regione Puglia 2014-2020 in subappalto per Lattanzio Monitorng & Evaluation. Il contratto di subappalto sottoscritto con LM&E, non può superate il 30% del valore del servizio. Il contratto si concluderà a dicembre 2024 prevede la realizzazione di rapporti di valutazione annuali, tematici e la valutazione ex post. 

Il valore del contratto circa 340k. 

lattanzio

La Centrale valutativa si è aggiudicata il servizio di supporto specialistico per la valutazione del Progetto Welfare LAB.

Il Progetto è stato finanziato nell'ambito dell'avviso n.1/2017 a favore di inziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell'art.72 del D.lgs n.117/2017 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Committente ACLI

Valore del contratto: 20.959 euro

Durata: 12 mesi

Il 2018 è stato un anno intenso per la Centrale.
Per noi è centrale lavorare su big data e valutazione: al momento da questo connubio stanno nascendo servizi commercializzabili (Tethys smart farming) ma anche soluzioni per analizzare gli effetti delle politiche pubbliche.
Il tema del rapporto tra big data e valutazione è tra l'altro trattato nell'ultimo numero della Rassegna italiana di Valutazione (RIV) dell'Associazione italiana di valutazione '(AIV), ve lo consigliamo come lettura rilassante per le vacanze.
La loro applicazione alla valutazione è solo all'inizio, c'è ancora molto da esplorare.
Stiamo lavorando sulla valutazione dei programmi finanziati dal FEASR e dal FESR all'interno delle politiche europee 2014-2020.
Stiamo lavorando sulla valutazione di progetti nel Terzo Settore, sulle politiche educative e su quelle giovanili. 
Ci stiamo occupando di ambiente e di economia circolare.
La valutazione è un mondo, fatto di tanti continenti diversi, in alcuni casi divisi dal mare in altri da catene montuose, per noi è centrale percorrerli navigando e camminando.

Per noi è centrale crescere insieme ai nostri compagni di viaggio con i quali condividiamo prassi e sperimentiamo nuovi percorsi metodologici.

Un pensiero particolare va a Dario che ci ha lasciato troppo presto. E' stato una guida preziosa nelle sterminate lande dello sviluppo locale partecipativo.

Auguriamo a tutti buone feste e un felice 2019

Centrale Valutativa si occuperà del coordinamento della valutazione dell'Asse 7 "Turismo" nell'ambito della valutazione in itinere del POR FESR 2014-2020 della Romania, servizio aggiudicato a Lattanzio Monitoring&Evaluation. 

Il servizio si concluderà ad Aprile 2019. 

fesr

Centrale Valutativa sta lavorando alla valutazione del PSR della Regione Liguria 2014-2020 in subappalto per Lattanzio Monitorng & Evaluation.

Il contratto di subappalto sottoscritto con LM&E, non può superate il 30% del valore del servizio. Il contratto si concluderà a dicembre 2024 è prevede la realizzazione di rapporti di valutazione annuali, tematici e la valutazione ex post. 

Il valore del contratto circa 120k. 

lattanzio

La legge di Riforma del Terzo Settore (n.106 del 2016) e i successivi dispositivi attuativi prevedono la valutazione dell’impatto sociale laddove ai soggetti del Terzo Settore vengano affidati servizi d'interesse generale. La valutazione di impatto sociale viene inquadrata come una “valutazione qualitativa e quantitativa, sul breve, medio e lungo periodo, degli effetti delle attività svolte sulla comunità di riferimento rispetto all’obiettivo individuato”.
Il nuovo Codice del Terzo Settore (D.lgs n.117 del 3 luglio 2017) prevede, tra l’altro, che gli enti con bilancio superiore al milione di euro debbano obbligatoriamente redigere il bilancio sociale anche ai fini della valutazione d’impatto sociale (VIS).
Si apre una nuova stagione per la valutazione e per i valutatori? Come al solito ci sono all’orizzonte luci e ombre. Come valutatori, con un’esperienza ventennale nel campo della valutazione di politiche, programmi e progetti, ci poniamo una serie di domande:

  1. Vorremmo capire chi concorre alla definizione delle linee guida per la valutazione dell’impatto sociale, i soggetti a cui vengono esplicitamente attribuite delle funzioni sono il Ministero del Lavoro (che redige le linee guida) la Cabina di regia istituita all’interno della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Consiglio Nazionale del Terzo settore. Chi sono dentro il Ministero e dentro le altre due strutture i soggetti che vengono cooptati? Ci sono anche altri soggetti chiamati a partecipare in qualità di esperti della valutazione? Quali sentieri si stanno percorrendo (si sente parlare di bozze di linee guida)?
  2. Pronti via. Come si sta muovendo il Terzo Settore? Le rappresentanze del Terzo Settore quale direzione stanno prendendo: stanno progettando formazione specifica sulla valutazione? A chi si stanno rivolgendo? Chi sono i soggetti “accreditati”? Verso chi è rivolta? E soprattutto con quale obiettivo? Quali implicazioni ci sono per la valutazione, di natura economica (il suo finanziamento) e di natura epistemologica (il suo mandato conoscitivo) rispetto alla dimensione temporale dell’”impatto” nel breve, medio e lungo periodo?
  3. I valutatori in che modo saranno (sono già) coinvolti? In Italia da vent’anni c’è l’Associazione Italiana di Valutazione, inserita a livello internazionale nel network delle Associazioni di valutazione europee (NESE) e mondiali (IOCE). Nel dicembre 2015 è nata Social Value Italia, componente italiana della SV International (anch’essa nata di recente, nel 2014, dalla fusione dello SROI Network e della Social Impact analysis association). Sappiamo, anche, che di recente il presidente di Human Foundation è stata eletta nel board del GSG. Il GSG è una cabina di regia indipendente che si pone a livello globale come centro catalizzatore e promotore di una finanza dal connotato filantropico e ambientale, che sposa il paradigma della misurazione dell’impatto degli investimenti nel sociale. Le mission delle due associazioni sono uguali? A prima vista ci sembra di poter dire asserire che le mission sono “leggermente” diverse. Chi sta egemonizzando il dibattito sulla VIS?

Come valutatori ci auspichiamo che le risposte alle domande di cui sopra tengano conto dei seguenti elementi:

  1. Che anche i valutatori vengano coinvolti in questo processo “concertativo”, che si tenga conto delle prassi e non delle mode passeggere, che le linee guida siano dunque inclusive della pluralità degli approcci utilizzati nella valutazione di impatto sociale. La scelta di quale approccio adottare dipende dal mandato della valutazione, dal contesto di intervento, dall’azione progettuale, dalle risorse economiche, dall’orizzonte temporale di riferimento nel quale la valutazione va “calata” per osservare il cambiamento e troppo spesso (purtroppo) da cosa sa far meglio colui il quale ha la valutazione affidata (vedi punto 2 del precedente punto elenco alla voce egemonia).
  2. Che le linee guida non prescindano dall’esistenza dell’unico fattore che può garantire una buona valutazione: la presenza di un team di valutazione, che includa valutatori professionisti (con esperienza nel campo della valutazione). Anche se non accettata a livello sociale e nonostante sia ancora indietro in un percorso di riconoscimento, la valutazione contiene tutte le caratteristiche di una professione perché richiede un insieme di conoscenze di base per poterla esercitare, conoscenze che non solo devono essere possedute ma agite. La valutazione richiede anche la compresenza di conoscenze specialistiche (che spaziano dalla statistica, alla sociologia, all’economia solo per citarne alcune) che dovrebbero essere nel dominio del team che fa valutazione. Solo in tal modo può essere fornito un servizio di qualità a favore della committenza. Una professione include la dimensione deontologica (un codice deontologico è sottoscritto, ad esempio, da tutti i soci dell’Associazione italiana di Valutazione) un elemento più che mai imprescindibile a garanzia della qualità della valutazione. Perché comprende almeno tre elementi: i) l’onesta intellettuale nel proporre soluzioni di metodo che si adattano alle risorse finanziarie e al contesto in cui la valutazione opera; ii) la robustezza delle evidenze (i risultati del processo valutativo non devono essere manipolabili e/o forzati) iii) l’indipendenza del giudizio. Sempre più spesso si assiste all’affidamento di valutazioni a soggetti che non hanno mai fatto valutazione.
  3. Che le rappresentanze del Terzo Settore, nel processo di cooptazione della componente “dei valutatori”, in questa fase di comprensione del mondo della “valutazione di impatto sociale” facciano un passo alla volta, nella più ampia trasparenza dei processi di concertazione, senza prendere scorciatoie dettate dalla preoccupazione di assolvere ad un obbligo “normativo” con il minor “danno”. Senza cedere alla tentazione di standardizzare i processi di ricerca valutativa che per loro natura non possono essere ridotti alla mera elencazione di un catalogo di prodotti o alla raccolta acritica di dati.

Non può esistere la valutazione senza i valutatori, così come non può esistere intervento sociale senza gli assistenti sociali, gli psicologici e gli operatori sociali.

La Centrale valutativa sta contribuendo alla stesura del Bilancio Sociale 2017 della Coop. Sociale Folias. 

In particolare la Centrale si sta occupando:

  • dell'aggiornamento dei dati sul contesto di intervento;
  • della sistematizzazione ed elaborazione dei dati di monitoraggio a livello progettuale;
  • della valutazione dell'efficacia e dell'efficienza dei servizi erogati sull'utenza, la rete di partner e la committenza

Il Bilancio sarà disponibile a breve sul sito della cooperativa www.folias.it

 

La Centrale sarà responsabile della valutazione di impatto del progetto "Ma.Re Comun.E" - Mamme in Rete per una COMUNità in Evoluzione nel quartiere Settecannoli di
Palermo.
Il progetto che vede come Capofila la Associazione di Volontariato Anirbas avrà una durata di 36 mesi ed un dotazione di risorse pari € 380.000, risorse assegnate dal Fondo per il contrasto della povertà educativa.

La Centrale Valutativa seguirà il monitoraggio e la valutazione del progetto "Giovani bene comune!", progetto finanziato dalla Regione Lazio nell'ambito del P.O FSE Asse prioritario 2 - Inclusione Sociale e lotta alla povertà
Priorità di investimento 9.i- Inclusione attiva anche per promuovere le pari opportunità e la partecipazione attiva e migliorare l’occupabilità - Obiettivo specifico 9.1 Riduzione della povertà, dell’esclusione sociale e promozione
dell’innovazione sociale - Azione 9.1.2 Servizi sociali innovativi di sostegno a nuclei familiari multiproblematici e/o a persone particolarmente svantaggiate o oggetto di discriminazione.

La Centrale in ATI con la Soc. Cooperativa Folias (mandataria) e le Coop Sociali Iskra e Progetto Salute si occuperà di valutare l'efficacia del progetto rivolto a giovani disoccupati o inoccupati tra i 18 e i 29 anni in condizioni di disagio economico e sociale definito dai seguenti elementi: inoccupazione persistente, famiglie multiproblematiche, condizioni a rischio per uso stupefacenti e micro criminalità, nei distretti RMG1 (Monterotondo) e RMG3 (Tivoli)

L'approccio valutativo proposto è legato al filone della cosiddetta empowerment evaluation: in particolare, alla tecnica della Most Significant Change (Dart –Davis, 2003) che prevede la raccolta di storie orali, la loro condivisione e la restituzione di feedback.

Durata del Progetto: 12 Mesi
La quota della Centrale è pari a euro 16.000

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